
associazione civile senza scopi di lucro
per la tutela delle lingue etniche e della diversità linguistica
sorta come reazione
al degrado della lingua italiana per il dilagare di termini inglesi
alle modalità sempre più pesanti di introduzione dell'inglese nel
mondo degli studi e del lavoro
alla discriminazione linguistica nelle istituzioni europee a favore
dei madrelingua inglese
alla tendenza sempre più accentuata delle istituzioni europee al
monolinguismo anglofono
alla perdita di valore dell'italiano nelle istituzioni europee e negli
istituti superiori all'estero
si propone principalmente di
sensibilizzare la pubblica opinione sul problema della difesa delle lingue e sul degrado dell'italiano
seguire con la massima attenzione le vicende dell'italiano nelle istituzioni europee ed intervenire con denunce , richieste di
chiarimenti ed interrogazioni per il rispetto della parità linguistica
formulare programmi di intervento per la difesa delle lingue nazionali in primis dell'italiano
curare la pubblicazione di studi, ricerche e progetti relativi ai problemi linguistici internazionali tra cui di massima
importanza il problema linguistico europeo
promuovere e coordinare iniziative di studi e ricerche sulle lingue etniche, in primis sulla lingua italiana
promuovere studi e ricerche sull'applicabilità di una lingua non etnica come l'esperanto come lingua ponte nelle istituzioni
europee a garanzia della conservazione del plurilinguismo
organizzare manifestazioni culturali, letture di testi letterari, spettacoli teatrali, festival delle lingue come puro godimento
spirituale in cui, implicitamente, venga posto in risalto l'insostituibile porata culturale e antropologica dell'espressione
linguistica ed i valori da questa rappresentati, attualmente in pericolo
le azioni finora condotte
- ricerca, traduzione, raccolta ed esposizione di articoli, saggi e documenti sulle tematiche di A.L.
- distribuzioe di notizie ed articoli alla stampa, linguisti, politici e possibili interessati delle tematiche di A.L.
- denunce, proteste e richieste di chiarimenti alle autorità comunitarie
-elaborazione e diffusione dell'Appello per le lingue d'Europa
-progetto Giornata della Lingua Italiana
ulteriori azioni future
estendere l'informazione sulle tematiche di A.L. agli italiani all'estero
effettuare le rassegne della stampa italiana, tedesca, inglese e francese sulle tematiche di A.L
rendere pienamente operativo ed interattivo il sito di A.L. www.allarmelingua.it
organizzare conferenze ed eventi sulle tematiche di A.L.
stringere rapporti più stretti con altre associazioni di difesa delle lingua, soprattutto con la Verein Deutsche Sprache e Défense Langue Francaise
effettuare delle prove di traduzione da più lingue, compreso l'esperanto, di normative europee e della stessa Costituzione europea
collaborare alla programmazione delle manifestazioni per celebrare la lingua italiana
Peculiarità di Allarme Lingua
Ciò che caratterizza il progetto Allarme Lingua è la sua impronta di libera adesione e collaborazione di semplici cittadini provenienti dalla società civile, più che dal mondo accademico, che, oltre a prendere iniziative di carattere politico, si rivolgono ad altri cittadini per una presa di coscienza del problema linguistico perchè reagiscano con un rispetto maggiore verso la lingua ed una maggiore attenzione verso il problema a livello internazionale.
Altra sua peculiarità è la non chiusura verso la scelta per i rapporti internazionali di una lingua non etnica a salvaguardia delle diverse identità culturali. Nel programma di Allarme Lingua sono infatti previste delle prove di traduzione in e da più lingue- compreso l'esperanto- di testi di normative comunitarie e la creazione in collaborazione con istituti universitari di un laboratorio terminologico interlinguistico.
Ill Comitato Nazionale di Difesa delle Lingue e delle Culture “Allarme Lingua”, più in breve Comitato Allarme Lingua, è un'associazione civile apartitica con obiettivo la tutela delle lingue etniche e della diversità linguistica. Essa è nata come reazione al degrado sempre più evidente dell''italiano per l'invadenza di termini angloamericani, molto spesso dilaganti solo per l'inerzia e la superficialità del mondo politico, amministrativo e culturale nonché, e in larga misura, mediatico.
Le perle classiche sono ormai il “question time “ del Parlamento, la “privacy” della famosa legge, le “morning news” della RAI, la terminologia delle Poste Italiane, delle banche e così via, ma basta leggere un giornale per trovarne a bizzeffe e in ragione più che progressiva nel volgere del tempo.
Questa gran dovizia di prestiti anglosassoni, tuttavia, non impressionerebbe tanto da lanciare l'allarme, essendo sempre stati numerosi i barbarismi (come si chiamavano una volta) nella storia della lingua e del costume come fenomeno del tutto fisiologico, se non si avvertisse di essere di fronte alla punta di un iceberg.
Non si creano più neologismi in italiano, una circolare di una banca, o anche dell'ufficio più popolare che ci sia, le Poste, contiene più termini inglesi che italiani, nelle scuole di ogni ordine e grado, e naturalmente nelle università, si inizia ad insegnare delle materie in inglese, perché le ore di inglese non sono sufficienti per apprendere la lingua, nel campo del lavoro gli incontri per aggiornamenti si cerca di tenerli possibilmente in inglese e l'italiano perde sempre più terreno in campo internazionale, soprattutto in Europa in primis nelle Istituzioni europee dove si va sempre più verso il monolinguismo angloamericano, ma anche in Università e istituti superiori dove l'italianistica va perdendo terreno con soppressione di cattedre (persino nella Svizzera dove l'italiano è tra le lingue federali) per ragioni di orientamento geopolitico o di semplice bilancio.
Secondo gli accordi SAPARD coi paesi dell'est, nuovi membri dell'Ue, per l'agricoltura i rapporti tre detti paesi e tra questi e gli altri membri della Comunità europea vanno tenuti in inglese. Lo stesso per i paesi della Brigata Internazionale e per altre realtà a carattere internazionale.
Il problema quindi non è quello di eliminare dalla lingua italiana i termini inglesi, che bisognerebbe comunque cercare di evitare specie se non sono assolutamente necessari, o di ridurre l'uso nei campi dell'insegnamento e del lavoro della lingua inglese, che è utile apprendere per avere più possibilità di successo in tempi dominati dalla tecnologia e dalle conoscenze professionali (il cosiddetto know-how riportato anche dal Sabatini) provenienti dal mondo avanzato angloamericano.
Il problema è di trasmettere la cultura di un maggiore rispetto verso la propria lingua negli italiani, e così negli europei, dal semplice cittadino all'uomo politico, sia per l'uso in patria sia per i rapporti internazionali. Che un medico non chieda, per fare un semplice esempio, come è successo a me di recente, come sia andato il mio follow-up (che tuttavia il Sabatini, che sembra essersi arreso all'ineluttabile, riporta regolarmente nel suo Dizionario della Lingua Italiana) e che i politici non accettino supinamente a livello europeo la predominanza dell'inglese.
La tendenza, prevista dalla sociolinguistica come inevitabile, della lingua della potenza egemone ad eliminare le altre, come è avvenuto con il latino nei riguardi dell'etrusco, l'osco e le altre lingue del tempo potrebbe essere oggi smentita dalla volontà di cittadini europei consapevoli di ciò che è in gioco.
Il problema dell'italiano
Il problema dell'italiano pertanto può articolarsi come segue, con l'indicazione di come A.L. si propone di operare per dare il suo contributo per la sua difesa:
Dilagare di termini anglosassoni non necessari
Sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso la stampa sul degrado della lingua per l'abuso di termini stranieri non necessari
Protestare con le aziende pubbliche o private che commettono gli abusi linguistici
Invitare gli italiani a segnalare ad A.L. gli abusi che verranno esposti nel sito dell'associazione
Suggerire i possibili corrispettivi dei termini stranieri segnalati
Perdita di terreno dell'italiano nell'ambito delle istituzioni europee
Monitorare l'utilizzazione delle lingue nei vari settori delle istituzioni europee: Parlamento, Commissione, conferenze stampa, concorsi, appalti, brevetti ecc.
Far conoscere l'attuale situazione reale dell'italiano nell'ambito dell'Ue attraverso la stampa, che non sembra rispecchiare fedelmente lo stato delle cose passando- come è avvenuto di recente in occasione della riduzione delle traduzioni in italiano durante le conferenze stampa della Commissione- da toni di disfatta a toni trionfalistici, dando la falsa impressione che l'italino goda di gran prestigio in seno all'Ue
Chiedere chiarimenti sulla mancata applicazione delle norme comunitarie in materia linguistica e del non rispetto dei principi fondamentali della Carta costituzionale europea ai responsabili della Commissione europea e denunciare alle autorità comunitarie e del governo italiano le irregolarità riscontrate
Perdita di terreno dell'italiano nel mondo
Distribuire notizie ed articoli alla stampa italiana e agli istituti italiani di cultura all'estero sul problema linguistico e sulla difesa dell'italiano
Inviare lettere di protesta alle università ed istituti superiori che intendono eliminare la cattedra di italiano
Promuovere la campagna “Comperiamo in italiano” per sensibilizzare l'opinione pubblica verso la difesa della lingua e spingere le ditte estere ad unire ai loro articoli in vendita in Italia le istruzioni anche in italiano
Cosa ha fatto finora Allarme Lingua
L'associazione, costituita regolarmente il 14/2/2004, già svolgeva una certa attività da qualche anno anche se, per le scarse risorse sia umane che economiche, la sua azione è stata necessariamente piùttosto limitata. L'azione tuttavia svolta attraverso la stampa e alcune iniziative prese hanno posto le basi per un lancio di considerevoli dimensioni.
L'azione di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul problema linguistico e sul degrado dell'italiano si è svolta soprattutto in Abruzzo, dove sono apparsi centinaia di articoli sulle tematiche di A.L. Tra gli articoli pubblicati fuori regione un articolo su Vox Latina, il quotidiano della francofonia nel mondo, sulla denuncia al ministro europeo dell'agricoltura sulla discriminazione operata con gli accordi SAPARD coi paesi dell'est nuovi membri Ue. Alcuni articoli contro il titolo dato da RAI3 ad una trasmissione sui paesi d'Abruzzo hanno prodotto la sostituzione del termine inglese con “Paesi”.
Circa il problema lingua nell'Ue si è denunciato il moderatore europeo per la discriminazione linguistica operata dalle istituzioni europee e dalle ditte da queste sovvenzionate nelle offerte di lavoro con la clausola “English mother tongue” e si è denunciato il ministro dell'agricoltura europeo per non aver rispettato la parità linguistica negli accordi SAPARD con gli stati dell'est. Circa la discriminazione linguistica nell'Ue si è promossa l'interrogazione parlamentare del sen Lucio Zappacosta. Sono state indirizzate alcune lettere di protesta e di richiesta di chiarimenti a politici nazionali ed europei. Si è lanciato l'appello per le lingue d'Europa che segue che sta riscuotendo successo in diversi paesi d'Europa e che l'associazione Italiana Cultura e Sport ha convenuto di diffondere capillarmente in tutta Italia. Si è stabilito un canale diretto con la Comunità europea attraverso la sig.ra Anna Maria Campagrande, funzionaria della Commissione europea e rappresentante di Allarme Lingua a Bruxelles, che segue sul campo, con competenza e passione, gli sviluppi del dibattito sulla comunicazione linguistica in seno alle istituzioni europee
Si è promosso il DDL per l'istituzione nel giorno di S.Francesco, 4 ottobre, della Giornata della Lingua Italiana