PRINCIPALI CONCLUSIONI

 

del simposio tenuto il 6 maggio 2003 nel Parlamento Europeo

su

“Quali politiche linguistiche per un'Unione Europea multilingue?”

ovvero

“Si devono scrivere nella Costituzione Europea i diritti e doveri

del cittadino europeo in materia di comunicazione ?”

 

Con la presidenza dell'europarlamentare Michael Gahler i partecipanti hanno adottato al termine del simposio i seguenti principi:

 

•  Per comunicare con gli altri ognuno è libero di scegliere la lingua, ma nei rapporti con le autorità e gli uffici pubblici si devono rispettare le disposizioni linguistiche e legali del posto (principio territoriale)

•  Nella sfera privata ognuno ha il diritto di comunicare con la lingua che vuole, ma i candidati a pubblici uffici dovrebbero usare la lingua locale e rispettare le disposizioni linguistiche e legali del posto (principio di integrazione)

•  Nell'ambito delle attività private ognuno può organizzare la propria comunicazione nella lingua che preferisce, ma nei rapporti con le pubbliche autorità l'uso della lingua deve essere conforme alle disposizioni linguistiche e legali valevoli nel posto (principio di autogoverno locale)

•  Nella gestione dei propri affari ognuno è libero di scegliere la lingua preferita, ma nei rapporti di lavoro ognuno deve soddisfare i requisiti professionali, compresa la qualifica linguistica richiesta per la specifica attività dalla ditta, associazione o istituzione datrici di lavoro (principio di qualifica professionale)

•  La comunicazione all'interno degli uffici pubblici e dell'amministrazione degli Stati Membri dipende dall'assetto giuridico e costituzionale del Paese di cui trattasi (principio di sussidiarità)

•  La comunicazione degli Organismi dell'Unione Europea dovrebbe essere non discriminatoria, razionale ed efficiente. Pertanto come direttiva generale si può dire che la comunicazione esterna verso i cittadini e dentro una struttura di un mandato politico deve comprendere tutte le lingue ufficiali dell'Unione, mentre la comunicazione interna necessita di un mezzo comune di comunicazione . Fino a che questa lingua di lavoro è costituita da una lingua nazionale, persiste una comunicazione discriminatoria (distinzione tra comunicazione esterna “civica” e comunicazione interna “professionale” )

•  Fino a che esiste una discriminazione nella comunicazione interna alle istituzioni dell'Unione, gli organismi competenti dell'Unione e le autorità del settore dell'istruzione degli Stati Membri dovrebbero effettuare delle ricerche su soluzioni non discriminatorie, come un modello di lingua universale (lingua pianificata), sulle sue condizioni , capacità e limiti, per sostenere studi di fattibilità e facilitare esperimenti linguistici in vista di una soluzione conclusiva della restante discriminazione nella comunicazione interna e interetnica (principio di uguaglianza e non discriminazione)

•  Infine, è compito delle autorità competenti degli Stati Membri e degli organismi competenti dell'Unione Europea coordinare le iniziative del settore, organizzare il necessario insegnamento nelle scuole, offrire e garantire la diversità nell'insegnamento linguistico e infine salvaguardare le identità culturali e linguistiche all'interno di questa Unione multilingue. (principio della diversità nell'unità)

Come risultati specifici i partecipanti si propongono:

-di informare i cittadini dell'Unione Europea dei loro diritti e doveri nel campo della comunicazione in questa Unione multilingue

-di rammentare ai membri della Convenzione i più importanti principi che dovrebbero essere sanciti in una Costituzione europea come diritti e doveri nel campo della comunicazione in una comunità multilingue come l'Unione Europea e

 

invitare tutti i politici e le autorità competenti degli Stati Membri e dell'Ue

-ad approfondire il concetto di multilinguismo “neutrale”,

-ad intraprendere studi di fattibilità circa una lingua comune che assicuri una comunicazione non discriminatoria,

-a favorire sperimentazioni linguistiche nelle scuole tendenti a un migliore e più celere apprendimento della prima lingua estera e

-a creare un osservatorio per monitorare l'evoluzione dell'uso delle lingue nell'Unione e la protezione e la salvaguardia delle identità linguistiche e culturali degli Stati Membri.

Traduzione di G.Bronzetti Disvastigo