Il problema linguistico europeo: l'impegno dei radicali

 

Continuano da più parti a levarsi invocazioni di allarme per il pericolo di degrado delle lingue per l'invadenza dell'inglese e politici di primo piano come Casini e Andreotti, pur imperversando col question time, sottoscrivono, insieme ad intellettuali di tutto rispetto, l'ennesimo manifesto di difesa della lingua. Il paladino dell'italiano, Francesco Sabatini, presidente della prestigiosissima Accademia della Crusca, ci porta sul Corriere la felice notizia che dopo 5 anni di intenso lavoro delle istituzioni ed accademie che si occupano di lingue nei 15 Paesi dell'Unione europea si è arrivati a dichiarare tutte le lingue europee patrimonio comune di ogni abitante del continente. Onde per cui basta conoscere 3 lingue (tra cui naturalmente l'inglese) per risolvere egregiamente il problema. Solo che per conoscere bene una sola lingua e potersene servire per la vita e per il lavoro si calcola siano necessarie 10.000 ore , anche se Sabatini confida nel “potere delle tecnologie applicate ai problemi delle lingue e dell'educazione”.

Mentre da una parte si moltiplicano le manifestazioni di abbattimento per il degrado del patrio idioma, ma senza la minima proposta concreta, e dall'altra si esulta per la magica trovata delle tre lingue a testa, il cosiddetto “pluralismo individuale”, i radicali incalzano con le loro iniziative per la convocazione di una Conferenza europea sulle lingue e per l'introduzione nelle scuole della lingua internazionale esperanto.

Si riportano il comunicato dell'incontro Stanziani-Pagano col Ministro Moratti con l'annuncio di un grosso successo dell'Associazione radicale “Esperanto” e l'appello lanciato dall'eurodeputato Marco Cappato per la convocazione della Conferenza sulle lingue . (gb)

Incontro Stanzani-Pagano con il Ministro Moratti

A conclusione del lungo incontro che il Ministro italiano per l'Istruzione, Letizia Morati, ha avuto ieri con il Presidente del Partito Radicale Transnazionale, Sergio Stanzani, e con il Segretario Generale dell'Associazione radicale "Esperanto", Giorgio Pagano, il Ministro ha ribadito il proprio interesse alla libera adesione delle istituzioni scolastiche interessate ad un progetto di sperimentazione della Lingua Internazionale elaborato dall'Associazione ed ha espresso la propria disponibilità ad acquisire, a conclusione del periodo di presidenza del governo italiano, il grado di interesse dei paesi europei, richiamando fin da ora l'attenzione sull'iniziativa del Commissario dell'Unione Europea alla Cultura. Il Ministro ha, invece, fatto presente l'impossibilità per il Governo di convocare entro l'anno la Conferenza europea sulle lingue, come proposto dall'Associazione, tenuto anche conto della prossima presentazione di un Piano per le Lingue da parte della Commissione Europea.

Il Presidente del PRT Sergio Stanzani ed il Segretario dell' Associazione radicale "Esperanto" Giorgio Pagano hanno peraltro richiamato altre iniziative e, in particolare, quella sul "partnerariato"per la sperimentazione, con la partecipazione di scuole italiane ed europee al di fuori delle materie curricolari, del ricorso all'"esperanto" anche come mezzo capace di facilitare l'apprendimento d elle lingue straniere. Questa iniziativa, che presenta aspetti senz'altro controversi – a partire dal processo di formazione degli insegnanti, argomento al quale non è stata dedicata sufficiente attenzione –, ha posto in evidenza la concorde esigenza di proseguire il rapporto e i contatti da tempo intrapresi tra l'Associazione e gli Uffici competenti del Ministero, a partire dalla Direzione delle Relazioni Internazionali con la quale è previsto un incontro nei prossimi giorni. Il presente Comunicato è stato concordato direttamente

Per una prima conferenza sulle lingue in Europa

 

Al Presidente e di turno dell'Unione europea, On. Silvio Berlusconi

Al Presidente di turno del Consiglio dei Ministri dell'Istruzione, Letizia Moratti

Al Presidente della Commissione europea, Romano Prodi

Al Presidente del Parlamento europeo, On. Pat Cox

 

L'allargamento del Maggio 2004 porterà nove nuove lingue e 75 milioni di nuovi cittadini con cui dovremo comunicare portando a venti il numero complessivo delle lingue ufficiali dell'Unione. Il problema della comunicazione linguistica nelle istituzioni e tra i cittadini europei raggiunge così livelli di complessità e gravità senza precedenti.

 

Le istituzioni dell'Unione sembrano volere affrontare il problema delle lingue e della comunicazione linguistica in Europa in modo separato: da una parte il protezionismo assistito di lingue maggioritarie o minoritarie, dall'altra i privilegi linguistici di politici e funzionari, e quindi il problema di far comunicare le varie istituzioni tra loro e, infine, attraverso gli Stati membri, le istituzioni con i cittadini. Come risolvere la comunicazione tra cittadini e cittadini è lasciato al caso:

 

•  il caso del loro curriculum scolastico che, se si ferma alla scuola dell'obbligo, non gli permetterà d'apprendere compiutamente nessuna delle lingue straniere condannandolo a comunicare solo con i suoi connazionali;

 

•  il caso nella scelta della lingua, che se pur continuando l'iter scolastico oltre la scuola dell'obbligo, gli permetterà, eventualmente, di comunicare solo con una parte di quegli oltre 400 milioni della nuova Europa.

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In questo contesto incoerente, casuale e senza regole l'Unione sembra ancora non rendersi conto che, secondo l'ultimo Atlante delle lingue in pericolo pubblicato dall'UNESCO nel 2002, il 60% di lingue europee sono già ora in via di estinzione e che, pertanto, la questione linguistica europea è in piena emergenza.

 

Considerato che: in questi mesi le istituzioni Europee stanno ridisegnando, a porte chiuse, le proprie regole fondamentali; la Commissione europea sta elaborando un piano d'azione sulla pluralità linguistica e l'apprendimento delle lingue; è in corso una procedura di consultazione per sviluppare i nuovi programmi europei nel campo sia dell'istruzione generale e professionale sia dei giovani, che, dopo il 2006, sostituiranno i programmi ora in vigore Socrates, Tempus, Leonardo e Gioventù.

 

Chiediamo che con urgenza venga convocata una prima Conferenza sulle Lingue in Europa che, politicamente e con la partecipazione delle organizzazioni dei cittadini interessati, affronti i problemi relativi alla comunicazione linguistica Europea:

 

•  Esaminando l'attuale politica linguistica delle Istituzioni dell'Unione europea, che rischia di portare al caos;

 

•  Affrontando la politica linguistica per l'intera Unione, a cominciare da quella dell'insegnamento delle lingue nelle scuole.

 

•  Ponendosi il quesito di come e in quanto tempo riuscire a consentire la comunicazione transnazionale diretta dei singoli cittadini tra di loro, quale che sia il loro censo, la loro età o il loro livello d'istruzione.

 

 

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DA INVIARE A:

Ufficio di Marco Cappato

Fax: 49496